Lingua Bulgara

Un aspetto da non sottovalutare è lo scoglio della lingua, in quanto si tratta di una lingua con caratteri cirillici e la segnaletica soprattutto non sempre riporta anche i caratteri latini. Nelle grandi vie di comunicazione questo avviene ma poco lontano dai centri maggiori si potrebbero trovare dei problemi.
Il bulgaro fa parte del ceppo slavo ed è parlato da 9 milioni di persone in tutto il mondo quindi, non soltanto nella nazione della Bulgaria.

La forma scritta, dunque letteraria, del bulgaro ha origine attorno alla fine dell’800 quando, i Santi Cirillo e Metodio decidono di trascrivere i testi sacri dal greco a questa lingua slava. Tra tutte le lingue slave quindi il bulgaro è la più antica quanto a tradizione letteraria scritta.

Nel Medioevo, l’alfabeto glacolitico creato dai due santi viene sostituito da quello cirillico e introdotto da San Clemente di Ocrida. L’alfabeto cirillico ha trenta lettere e la loro grafia è molto più simile a quelle greche e più semplice rispetto all’originale glacolitico da cui comunque deriva. Sarà la diffusione dei libri bulgari in Russia ha portare in quella terra l’alfabeto cirillico. La Russia infatti si è convertita alla religione cristiano ortodossa un secolo dopo della Bulgaria. Ancora oggi, in alcuni documenti liturgici ufficiali, la lingua tradizionale antica utilizzata è quella bulgara classica. Grazie comunque a San Cirillo, per la prima volta si introduce durante la Messa una lingua che non sia compresa tra le tre sacre, greco, ebraico e latino ma le funzioni si svolgono in bulgaro antico.

Con le progressive influenze delle lingua adiacenti slave di altri popoli balcanici, il bulgaro si è modificato fino quasi a perdere ad esempio l’utilizzo dei casi e cambiando morfologia ma anche sintassi.

Le frasi in bulgaro sono suddivise in dieci parti, principalmente si ha la parte variabile e quella invariabile. Il caso rimasto è quello vocativo e, per quanto riguarda i generi, si parla ancora di genere femminile, maschile e neutro. L’articolo viene posto dopo i nomi, alla stessa maniera della lingua romena.
Nello sviluppo della lingua e come mezzo di coesione nazionale, i canti sono stati molto importanti anche per liberare il bulgaro dagli schemi invece tramandati dalla letteratura ecclesiastica. I canti popolari, ispirati alla vita contadina, alle cerimonie nuziali, alle tradizioni ma anche alle vicende eroiche, leggendari, guerresche, ai ribelli antiottomani hanno permesso la diffusione di una lingua adatta alla comunicazione quotidiana e al ricordo della storia del popolo.

Ciò ha determinato inoltre il nascere di una fiorente letteratura popolare che ha permesso poi di ispirare i seguenti lavori degli autori che hanno permesso il rinascimento della cultura bulgara nazionale. I temi patriottici sono fondamentali infatti per far istigare nella popolazione il desiderio di libertà dall’oppressione dei turchi e far nascere una consapevolezza nazionale.

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