Il matrimonio in Bulgaria secondo il rito ortodosso

La religione ufficiale della Bulgaria è quella ortodossa, che presenta delle caratteristiche affini a quella cattolica, in quanto entrambe appartengono al ceppo del cristianesimo.

Se la tua ragazza è di origine bulgara nonché di religione ortodossa e intendete sposarvi in Bulgaria, continua a leggere. Ti spiegherà come funziona qui il rito del matrimonio.

Innanzitutto, devi sapere che il rito matrimoniale ortodosso si compone di due funzioni: la prima, del fidanzamento, destinata allo scambio delle promesse nuziali, e la seconda, dell’incoronazione, che sancisce che gli sposi sono divenuti marito e moglie.

A differenza che nel rito cattolico, non è il padre della sposa ad accompagnare sua figlia verso l’altare, ma sono entrambi gli sposi, l’uno accanto all’altra ad avanzare verso il nartece, ovvero la parte della Chiesa che si identifica con l’atrio, per intenderci quella che si trova all’ingresso, prima di giungere alla navata.

Lo sposo si tiene sulla destra e la sposa sulla sinistra, posizioni che si possono facilmente ricordare tenendo presente la disposizione delle icone centrali di Cristo e della Madre di Dio.

COME SI SVOLGE IL RITO DEL MATRIMONIO NELLA CHIESA BULGARA

Il prete che celebra il matrimonio consegna agli sposi dei ceri accesi e li incensa. Seguono le preghiere di benedizione, le litanie e finalmente lo scambio degli anelli. Prima del rito gli anelli vengono benedetti con l’aspersione di acqua santa e poggiati sulla tavola dell’altare.

La formula citata dagli sposi durante lo scambio degli anelli è la seguente: Il servo di Dio (nome) riceve come fidanzata la serva di Dio (nome) nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

É il prete a mettere l’anello al dito anulare destro degli sposi. In Bulgaria gli sposi portano la fede alla mano destra, che è usata come sede degli anelli nuziali nelle tradizioni cristiane più antiche, considerando anche che ci si fa il segno della croce con la mano destra.

Una volta indossati al dito, gli sposi si scambiano vicendevolmente gli anelli, come segno di un continuo scambio tra gli sposi, che possano arricchirsi a vicenda.

Segue a questo punto il rito dell’incoronazione, e gli sposi possono spostarsi verso la parte centrale della Chiesa, dove sarà allestito un tavolo con le corone nuziali.

Mentre le mani degli sposi sono unite dal prete, con un nastro o con un velo, il prete procede all’incoronazione, ponendo sul capo degli sposi due corone, in segno di regalità e di perfezionamento.
Gli sposi diventano l’uno coronadell’altra, strumento di salvezza l’uno per l’altra come anche di martirio, ovvero di testimonianza della fede nella buona e nella cattiva sorte.

Le corone, come gli anelli, sono scambiate tre volte, ripetendo la formula dal seguente tenore: Il servo di Dio (nome) riceve come corona la serva di Dio (nome) nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

A conclusione dell’incoronazione, il prete benedice una coppa di vino, che non ha nulla a che vedere con il vino del mistero eucaristico, ma deriva dall’uso del matrimonio ebraico. G
li sposi bevono alla stessa coppa di vino, come segno di partecipazione comune alle gioie e ai dolori del matrimonio.

Segue una triplice processione, attorno al centro della Chiesa, al termine della quale il prete scioglie le mani degli sposi e ripone le corone sul tavolo.

Seguono infine le preghiere finali, in cui il prete chiede benedizione per gli sposi, l’augurio di molti anni alla nuova coppia, il tutto venerando le icone al centro della Chiesa.

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