Bulgaria Storie: Giorgio Dellavalle, italiano trasferitosi in Bulgaria

La nostra rubrica “Bulgaria Storie” si arricchisce di un’altra bella testimonianza, quella di Giorgio DellaValle, trasferitosi in Bulgaria ben 3 anni fa.
Facciamoci raccontare da lui le impressioni sulla vita in Bulgaria e sulla scelta di trasferirsi all’estero.

IL RACCONTO DI GIORGIO, ITALIANO TRASFERITOSI IN BULGARIA

“Dalla mia partenza sono trascorsi ben 3 anni, e questo mi permette di trarre delle conclusioni su quella che è la vita in Bulgaria.

Parliamo di Varna, la città che si affaccia sul Mar Nero, di circa 400.000 abitanti e che possiamo assimilare a un grosso centro marittimo europeo. Città stracolma di supermercati già noti agli italiani, come il Kaufland, La LIDL, la Metro, il Billa, nonchè di supermercati locali e stranieri. Presenti anche due centri commerciali grandissimi, ovvero il Mall Varna e il Grand Mall, forniti di qualsiasi cosa, dall’alimentare, al vestiario, allo svago. Al suo interno si possono trovare sia ristoranti tipici bulgari e internazionali che ristoranti italiani.

In ogni dove vi sono bar, tavole calde, ristoranti, sempre affollatissimi, complici i prezzi modici. Non vi sono orari per sedersi a tavola, essi sono aperti tutto il giorno, e chiudono alle 23 circa.

Varna è anche attrezzata come stazione ferroviaria, portuale e aeroportuale. Negozi, uffici pubblici, ospedali (di cui 3 principali e 6 minori) le fanno da padrona. I taxi sono il mezzo di spostamento principale, tanto che vengono usati di consueto dagli stessi bulgari presenti sul territorio.

Ci sono italiani a Varna? Certamente. Posso affermare che ve ne siano almeno 300, un numero sufficiente per condividere la scelta di trasferirsi all’estero e instaurare così un rapporto di amicizia o semplice conoscenza. Gli italiani sono assolutamente integrati nel tessuto sociale, tanto che qui la seconda lingua studiata nelle scuole è l’italiano, affiancata al bulgaro, una lingua abbastanza ostica dato che usa il carattere cirillico, simile al russo. 

La moneta? Il lev, che vale il doppio rispetto all’euro. Ciò significa che 1000 euro corrispondono in Bulgaria a circa 1900 lev. Un pensionato bulgaro percepisce circa 500 lev, quindi si può ben immaginare come possa vivere un pensionato italiano in Bulgaria. Percependo la sua pensione italiana qui può vivere davvero bene.

Gli affitti sono abbastanza accessibili, e più ci si sposta verso la periferia più diminuiscono. Rispetto all’Italia, per quanto riguarda l’utenza del gas, qui si usano le bombole. Il riscaldamento e la cucina funzionano con l’elettricità, che comunque è a buon mercato, considerando l’uso che se ne fa. Per quanto mi riguarda, posso dire che il mio consumo di elettricità è di circa 200 lev, ovvero poco più di 100 euro, mentre in Italia avrei speso circa il doppio.

Qui tutto costa meno, potrei dire che tutto costa la metà. Anche la benzina per la macchina, non arriva a un euro per litro. Il bollo auto? Si aggira intorno alle 90 euro. La tassa di assicurazione? Intorno alle 90/120 euro, per una vettura di 150 cv. I pedaggi per le autostrade? Qui non si pagano. Basta semplicemente esporre un tagliando sul parabrezza della macchina di una durata variabile, che può costare al massimo 40 euro l’anno, quindi se non si esce dalla città non serve pagarlo.

Anche le banche hanno dei costi molto contenuti, e sono molto rapide a livello burocratico nel concedere mutui, basandosi solo e semplicemente sulla busta paga del richiedente. 

Tali agevolazioni sono tutte in favore del pensionato italiano, che qui può godere di una serenità, di una maggiora tranquillità economica e di una maggiore dignità di vita. 

Tuttavia, rimane il fatto che la Bulgaria sia sottopopolata, presentando circa 6 milioni di abitanti, ma in compenso ricca di verde, di bellezze naturali e di piccole comunità che al di fuori delle grandi città riportano all’Italia degli anni 50. Dopo infatti i primi tre anni trascorsi in città, noi abbiamo deciso di trasferirci in campagna, a Nikolaevka, una cittadina a 25 km da Varna, dove la vita scorre più lenta ed è senza dubbio più vivibile.

Due piccoli market alimentari, due bar, due laghetti per praticare la pesca, tantissimo verde e aria sana e pulita. E’ proprio qui che abbiamo deciso di costruire la nostra casa su un terreno di circa 1500 mq, su cui ergeva una casa fatiscente in classico stile bulgaro. Se in un primo momento avevamo deciso di procedere al restauro dell’immobile fatiscente, successivamente abbiamo optato per la ricostruzione, spendendo non di più di quanto avremmo speso in Italia, ma col beneficio di una nuova villetta in campagna di circa 120 mq con una zona grill e un giardino, completata in ben 45 giorni. Lo standard di efficienza degli operai è un po’ sotto quello italiano, ma considerando i tempi e i costi siamo soddisfatti.

La gente del posto è semplice, contadina, molto generosa verso il prossimo, anche se non rinuncia all’informazione attraverso i social e internet. Amiamo la vita della campagna, che trascorriamo in totale relax, lontani dal caos della città. Infatti, seppur ci siamo trasferiti qui dal 1 agosto 2016, ci incontriamo di rado con amici bulgari e italiani residenti in città attraverso cene o pranzi comunitari.

Tirando le conclusioni, posso solo parlare bene di questa realtà, vivendo ormai qui da 3 anni. Credo che valga la pena vivere in uno stato come questo. E io alla fine ne sono contento. 

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